Linea d’azione
Una curva principale evita che la posa diventi una lista di segmenti. Indica direzione, tensione e respiro del corpo.
Baxoreqani osserva personaggi, pose e controlli come una scena: si prepara lo spazio, si ascolta il peso, si mette in movimento l’intenzione.
Un lessico visivo fatto di quinte, cue board e schede annotate: per discutere il gesto prima della sua esecuzione.

È la griglia silenziosa che rende leggibile un’azione: un luogo per decidere dove parte un peso, quando una forma cambia e quale dettaglio deve restare in luce.
Una curva principale evita che la posa diventi una lista di segmenti. Indica direzione, tensione e respiro del corpo.
Ogni snodo riceve una funzione: sostiene, cede, accompagna o contrasta. Il rig nasce dall’ascolto di queste relazioni.
La posa guida lo sguardo. Si semplifica ciò che distrae e si lascia spazio al gesto che racconta davvero la scena.

Un buon rig non chiede al personaggio di adattarsi a controlli astratti. Fa il contrario: raccoglie il vocabolario della figura — pieghe, pause, sbilanciamenti — e lo rende disponibile sul palco.
La cue board condensa l’osservazione in richiami brevi. Non detta una ricetta: aiuta a tornare al punto quando la scena si popola di controlli, curve e correzioni.
Apri la checklistUna console utile non accumula leve: rende chiara la scelta. Qui le tre schede descrivono punti di attenzione ricorrenti. La scheda iniziale è volutamente quella del corpo, non la più ovvia struttura tecnica.
Le gerarchie e gli snodi definiscono una grammatica della figura. Mantenerla leggibile consente di capire quale parte conduce e quale parte riceve il movimento, senza confondere il gesto con l’architettura che lo sostiene.
Prima di rifinire, osserva il rapporto tra bacino, torace e testa. Sono tre attori con tempi diversi: quando entrano in dialogo, anche un gesto minimo acquista una direzione comprensibile.
Il tempo non è solo velocità. Include attese, passaggi e cambi di accento. Segnare questi momenti prima di agire aiuta a costruire un’animazione che lascia allo sguardo il tempo di leggere.
Schede di posaLe schede di posa sono appunti visivi: conservano silhouette, direzione dello sguardo, appoggi e un piccolo margine di sorpresa. Servono per confrontare alternative senza perdere il filo della scena.
Spunta ciò che hai già osservato. Il conteggio vive soltanto in questo browser e il comando di pulizia riparte dal foglio bianco.
Le articolazioni non devono essere un mistero. Quando la loro logica è leggibile, chi anima può passare dall’idea al controllo senza interrompere il dialogo con il personaggio.
La trasparenza serve alla scena: mostra quali relazioni sono disponibili e dove una scelta può cambiare il carattere del movimento.

Un personaggio non diventa vivo perché ha molti comandi. Lo diventa quando la struttura permette di scegliere con precisione dove esagerare, trattenere o lasciare cadere l’energia.
Un punto prende l’iniziativa e il resto del corpo risponde con una consequenza chiara.
Le parti secondarie portano un’eco: non duplicano, ma rendono il gesto più fisico.
Una pausa protegge l’intenzione e consente alla forma di arrivare prima del prossimo cambio.
Ogni immagine è una finestra sul rapporto tra posa e meccanismo: non un catalogo, ma un promemoria visivo per conversazioni concrete.



Si raccolgono le azioni importanti, le pose limite e le abitudini che fanno riconoscere il personaggio.
Si traducono le relazioni del corpo in una struttura essenziale, senza anticipare scelte che la scena non chiede.
Si torna alla posa, si verifica il passaggio e si annota dove il controllo può accompagnare meglio l’intenzione.
Racconta il personaggio, la scena o il punto che vuoi osservare. Il modulo compila una bozza sul tuo dispositivo: la scelta di aprire il programma di posta resta sempre tua.